Italians do it better
Sono reduce da una due giorni in giro tra Toscana e Umbria (poteva andarmi peggio lo so) in cui ho visitato diverse aziende. Circa 800 km percorsi e tanta stanchezza. Ho conosciuto belle persone, progetti interessanti e fatto tante, tante chiacchiere istruttive. Molti ragazzi giovani che si affacciano a questo mondo con voglia, capacità ed entusiasmo.
Ora, naturalmente spero che da tutto ciò scaturiscano collaborazioni e opportunità di lavoro per me, ma quello che riporto a casa è soprattutto una consapevolezza e una riflessione:
Sono cresciuto sentendo parlare di aziende italiane del passato (un esempio su tutti la Lamborghini) nate in un garage da un’idea, un sogno, dalla voglia di creare qualcosa e che poi sono diventate piccole, medie grandi attività di successo. Mi sono sorbito per anni “pipponi” (anche dal mio stesso Padre) su come loro si sono fatti il culo per arrivare ad ottenere qualcosa, di quanto siano invece svogliati e abbiano poca propensione al sacrificio i giovani (e meno giovani) d’oggi. La televisione non fa altro che alimentare questa teoria…
Quello che ho visto io è che invece il “genio italiano” non è per niente morto, è ancora vivo e vegeto, molto vivo, come fosse impresso nel nostro DNA e aspetti solo l’occasione di saltar fuori e manifestarsi. E ciò che davvero gli impedisce di farlo è la differenza di costi e di burocrazia che abbiamo adesso rispetto a 40-50 anni fa. Perciò la buona notizia è che quel tipo di italiano c’è, è vivo e sempre tenta di smovere mari e monti per poter esternare tutto il potenziale che ha dentro. La cattiva notizia è che il sistema sembra far di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote anzichè aiutarlo, agevolarlo, permettergli di fare.
Io ho visto voglia, determinazione, magari poca esperienza ma capacità, tecniche e imprenditoriali. Ho visto una grande resilienza nell’adattarsi a questo sistema disfunzionale per riuscire comunque a fare, nonostante tutto. L’Italia è il paese della burocrazia, si sa, il problema è che questa blocca tutto il potenziale che potrebbe essere espresso. Ma è anche il paese del genio, dell’innovazione, di chi “ci salta sempre fuori comunque”.
Non entro nel merito delle singole aziende che ho visitato, ma a loro posso solo dire bravi e sperare che che vincano la loro donchisciottesca lotta contro il mulino a vento statale.
Italians still do it better.
N.B. Non ho foto da inserire in questo articolo per un semplice motivo: ero talmente preso dalla chiacchiere, dalla bellezza dei luoghi, da questa “nuova generazione di imprenditori” che ho dimenticato di farle.
Se hai un progetto, un’idea, un sogno, contattami e parliamone senza impegno.


Il popolo è sveglio, peccato che creda.... I politici se ne approfittano e sanno che la loro memoria è da pesce rosso.
Ottimo