Terra, origini e famiglia
Nonno e nipote, omonimi, 55 anni di differenza ma un destino comune.


Inizio questo articolo con un copia/incolla da un suo post in modo che possiate capire prima di tutto chi è Marco, io non avrei saputo di certo descriverlo meglio:
Marco sono io.
Ma prima di me, è mio nonno.
E intorno a noi, c’è la mia famiglia.
Porto lo sguardo di chi vive altrove, per far conoscere ciò che è autentico.
Ho scelto di mettere il nostro nome su questa bottiglia perché un nome non è solo una parola. È responsabilità. È memoria. È continuità.
MARCO nasce in Molise, dalla terra e dal rispetto per le cose fatte bene. È il frutto di mani che si aiutano, di silenzi condivisi e di una passione che si tramanda a tavola, di generazione in generazione.
Oggi è olio extravergine di oliva.
Domani sarà anche altro.
Perché MARCO non è solo un prodotto.
È un progetto.
È una visione.
È la storia di una famiglia che continua.
Benvenuti.


Io Marco l’ho conosciuto per caso, tramite un mio cliente che gli ha passato il numero e gli ha consigliato di lavorare con me. Ringrazio Tiziano per questo.
Alla prima telefonata ho capito subito che avremmo fatto qualcosa di bello insieme. La prima cosa che mi dice sostanzialmente è: “a me piace lavorare con persone empatiche, che fanno ciò che fanno con passione, con cuore, perchè voglio creare un prodotto fortemente identitario, niente di standard o commerciale, deve essere super, nessun compromesso sulla qualità”, un modo gentile per dire “guarda, se non mi vai a genio, se non scatta questa empatia, se non la sento puoi essere anche il più bravo al mondo ma non se ne fa niente”.
Già mi stavo emozionando.
Un ragazzo giovane, educatissimo ma schietto, determinato, il genere di persona che piace a me. Molisano trapiantato in Emilia Romagna lo senti subito che la sua terra ce l’ha nel cuore, che è sempre con lui, che la vuole valorizzare. Mi racconta del podere di suo nonno, Marco come lui, e del suo progetto: è partito da ciò che aveva, gli ulivi, producendo un olio extravergine di oliva di altissima qualità ed ora vuole ampliare la sua gamma. Mi chiede di sviluppargli un gin.
Quando arriva un cliente e ti dice che il gin lo vuole agrumato, erbaceo, che ha già una mezza ricetta, che lo vuole secco, dolce, che lo vuole sullo stile di un determinato gin conosciuto, che lo vuole “che piaccia a tutti”, che ci vuole l’arancio, il cardamomo, il pepe rosa, la salvia… non dico sia facile, ma metà del lavoro è già stato fatto in pratica. Quando Marco ti dice: ci voglio dentro l’uliveto, il Molise (dove non sono mai stato tra l’altro), la mia famiglia, ci voglio dentro quello che sono io…capite che la faccenda si fa decisamente più complicata.
…e poi la sua solita frase…ti dice le sue sensazioni e poi finisce con “ma poi sai te”…so io…ma che ne so??….si, so fare gin e liquori, credo abbastanza bene, ma per sapere quello che chiede lui dovrei andare a raccogliere le olive con loro in Molise una settimanina, sporcarmi di terra, mangiare alla loro tavola, bere un bicchiere di troppo con i due Marchi, lui 30 anni e il nonno di 85 tra pochi giorni. Solo allora saprei davvero quello che mi sta chiedendo.
Nell’impossibilità di fare questo ho iniziato a scervellarmi…
Molise…colline da cui si vede il mare...uliveto…famiglia…terra…mani contadine, mediterraneo, non un gin ma un’esperienza che ti porta là…facile…facilissimo proprio…
Olive? no, troppa salamoia. Foglie di ulivo? si quelle ce le mettiamo, ma cos’altro mettere dell’uliveto e del lavoro nell’uliveto? proviamo con il legno di ulivo…. e con il muschio di quercia che mi piace da morire ( se non sapete cos’è leggete questo articolo Muschio di quercia ) …poi…poi…il mare, la salinità, la sapidità che è anche delle olive, inseriamo un po’ di acqua di mare…o forse la salicornia, l’asparago di mare. E le erbe mediterranee? sicuramente il balsamico del rosmarino…un po’ di freschezza dalla menta, poca poca…e alloro…si, perchè il distillato di alloro nella mia testa sa di quell’ Italia che sta al sole, che lavora la terra, che non conosce la nostra nebbia.
La mia capacità di ficcarmi nelle cose complicate è proverbiale…ma sono anche quelle che mi danno più stimolo e soddisfazione.
Ora che siamo alle rifiniture finali del gin, lo troverete in commercio credo tra pochi mesi, posso dire che sono soddisfatto e che mi sono divertito ed emozionato nello sviluppare questa ricetta. Secondo me è anche davvero buono, da bersi un gin tonic dietro l’altro, ma questo dovete dirlo voi, io vi posso assicurare solo che il Molise li dentro ce lo trovate eccome.
e vi dico anche un’altra cosa, che questa è l’Italia che piace a me.
Questo è senz’altro il gin più “Italiano” che ho sviluppato (e non solo a livello di botaniche) perciò vi lascio con una canzone che tutti conosciamo di Francesco De Gregori, che riassume bene la faccenda e come io l’ho vissuta.
Francesco de Gregori, Viva l'Italia
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Piccola curiosità: solo dopo avere inserito il testo di questa canzone ho saputo che Nonno Marco compirà 85 anni il 25 aprile, giorno della Liberazione. Che dire, mai canzone fu più azzeccata…auguri a lui.
per chi volesse approfondire: Instagram di Marco
se ti ho incuriosito: Instagram mio
A presto, vi facciamo uno squillo non appena il gin sarà pronto.



